Bertone & Partners

CONSULENZA IN CAMPO FIDUCIARIO E TRUST
  • Consulenza e assistenza nell’intestazione e amministrazione di titoli, valori mobiliari e altri beni mobili attraverso “Società Fiduciaria” e/o “Trust”.
  • Consulenza e assistenza nell’amministrazione di patrimoni, donazioni, legati e fondazioni.
  • Consulenza e assistenza nella costituzione di Società con intestazione fiduciaria.
  • Consulenza e assistenza nella sottoscrizione di aumenti di capitale e prestiti obbligazionari tramite “Società Fiduciaria” e/o “Trust”.
  • Consulenza e assistenza nell’attribuzione di stock option e gestione di Pad (Piani di azionariato diffuso) tramite “Società Fiduciaria” e/o “Trust”.
  • Consulenza e assistenza nell’ intestazione fiduciaria di gestioni personalizzate.
  • Consulenza e assistenza nella sottoscrizione di polizze assicurative da parte di “Società Fiduciaria” quale contraente e beneficiario e/o “Trust”.
  • Consulenza ed assistenza nella creazione di Escrow Account con intestazione fiduciaria e/o tramite “Trust”.
  • Strumenti e soluzioni per il passaggio generazionale.
  • Consulenza e assistenza per l’istituzione di “Trust”.
  • Consulenza e assistenza nell’amministrazione di beni e servizi in tutti i casi consentiti dalla legge n. 1966 del 23/11/1939.
  • Consulenza e assistenza agli investitori e alle loro famiglie.
  • Consulenza e assistenza nel monitoraggio e analisi dei patrimoni complessi.


 

trustCOS’ E’ IL TRUST

Il trust è un istituto giuridico proprio dei sistemi di common law.
In inglese Trust significa fiducia. Nel mondo della finanza il Trust è uno strumento giuridico efficacissimo per amministrare in modo autonomo un patrimonio privato. Grazie al Trust, una persona definita Disponente (settlor) trasferisce la proprietà di alcuni suoi beni a un’altra, chiamata Trustee, che ne diventa proprietario e che li amministra, gestisce e ne dispone per uno scopo determinato e nell’interesse dei Beneficiari (beneficiaries). Al termine il Trustee dovrà poi a sua volta trasferire la proprietà di tali beni ai Beneficiari. Il Trustee, nell’esercitare le sue funzioni, agisce esclusivamente nell’interesse di questi ultimi.

CARATTERISTICHE E SCOPI DEL TRUST

Il Disponente, apportando determinati suoi beni in Trust, ottiene la loro reale separazione dalla parte di patrimonio che resta nella sua sfera patrimoniale. Effettivo proprietario dei beni stessi diventa il Trustee, che li amministra, gestisce e ne dispone per tutto il tempo previsto nell’atto istitutivo e secondo le istruzioni ricevute, per il raggiungimento delle finalità stabilite. Il Trust è un istituto diverso dal rapporto fiduciario, dove la Società fiduciaria è semplice intestataria, in forma anonima, dei beni interessati, che restano però di proprietà del cliente. Viceversa, col Trust i beni costituiscono una massa patrimoniale separata e distinta da quella del Disponente (e del Trustee). Per questa fondamentale differenza, il Trust è più idoneo a proteggere un patrimonio e a realizzare la destinazione secondo gli obiettivi fissati dal Disponente.

COME FUNZIONA

Al Trust si può ricorrere per amministrare, gestire e disporre di ogni tipo di beni immobili o mobili, di qualsiasi natura, comprese aziende, quote di società, azioni o qualsiasi diritto su di essi. Per istituire un Trust, il proprietario dei beni, ossia il Disponente, sottoscrive -eventualmente di fronte a un notaio- un atto con il quale nomina il Trustee. L’atto è accompagnato dal trasferimento al Trustee stesso dei beni o dei diritti interessati dal Trust, che può avvenire in uno o più momenti successivi, da parte del Disponente in prima persona o da parte di altri soggetti da lui indicati. E’ anche possibile disporre un Trust nel proprio testamento.

LA FIGURA DEL TRUSTEE

A differenza di un fiduciario, un Trustee diventa effettivo proprietario dei beni a lui affidati di cui ha il potere di amministrare, gestire e disporre, con la diligenza del buon padre di famiglia, secondo le istruzioni che gli ha dato il Disponente e secondo la legge che regola il Trust; ha inoltre l’obbligo di render conto al Disponente, al beneficiario e/o al “Guardiano” (Protector o Enforcer), laddove previsto, del suo operato. I beni intestati al Trustee non entrano a far parte del suo patrimonio personale e sono insensibili alle vicende personali, familiari, successorie e fiscali sia del Disponente che del Trustee.

COSA DICE LA LEGGE ITALIANA

Ratificando con la legge 364/89 la Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, l’Italia ha recepito il Trust, che distingue fra “Trust interno” (istituito in Italia su beni e fra soggetti italiani) e “Trust estero” (istituito all’estero su beni situati in Italia e/o all’estero). In seguito alla sua crescente diffusione, va osservato che la giurisprudenza italiana ha riconosciuto il Trust in molte occasioni, anche nell’ambito di procedure fallimentari.
Ad oggi, tale istituto non è regolamentato da una legge italiana che ne disciplini compiutamente i vari aspetti giuridici.
Tuttavia, sul versante interno, il legislatore dovrà adeguarsi velocemente alla recente legge di delegazione europea 2015 (L. n. 170/2016), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 204 del 1.09.2015 (contenente, tra l’altro, i principi e i criteri direttivi per l’attuazione della direttiva Ue 2015/849, c.d. “direttiva antiriciclaggio”).
Oggi le Conservatorie dei registi immobiliari, il Registro delle Imprese e il Pubblico Registro automobilistico accettano senza difficoltà gli atti di Trust.
Sotto il profilo fiscale il Trust è, ai fini delle imposte sui redditi, dotato di autonomia impositiva quale soggetto Ires (art. 73 Tuir); mentre ai fini delle imposte indirette non vi è ancora una specifica normativa. Secondo l’orientamento prevalente di una parte della giurisprudenza tributaria, non si applicherebbero in alcuni casi specifici le imposte di donazione (4/6/8%), ma l’imposta di registro in misura fissa (€. 200,00).


I VANTAGGI DEL TRUST

  • Perché servirsi del Trust? Per decidere con grande flessibilità come tramandare i propri beni ad eredi o ad altri beneficiari, determinando in anticipo chi, come e quando ne godrà.
  • Per evitare che un patrimonio unitario, passando di proprietà, sia frazionato in quote oppure sia destinato a scopi diversi dalla volontà del disponente.
  • Per garantire con i propri beni il futuro di una persona meno fortunata o meno capace.

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